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Calcolatore del compenso per articolo

Il calcolatore converte un compenso da qualsiasi modello di pagamento a tutti gli altri in una volta: a parola, per 1000 parole, a ora e a forfait per progetto. Qui conta una cifra sola — quanto guadagni davvero all’ora dopo la commissione della piattaforma, le tasse e tutti i giri di revisione. È il punto in cui «150 € per un articolo» diventa finalmente un numero leggibile. Finché lunghezza, tempo e trattenute non stanno insieme, un incarico sembra ugualmente allettante a 150 € e a 450 €: la differenza si vede solo riportata all’ora.

L’incarico

La conversione tra le due passa dalla lunghezza media di una parola in prosa.
Le etichette sono fasce di mercato ampie, non un listino. Un clic inserisce il numero.
Ricerca delle fonti e rilettura comprese: tutto quello che impieghi davvero.
Solo il simbolo accanto al numero. Qui non ci sono tassi di cambio e non ci saranno mai: lo strumento non carica nulla.

Condizioni dell’accordo

Sotto questa cifra l’incarico non ti conviene. Lo strumento ti avvisa.

Che cosa ne esce

Tariffa oraria effettiva, al netto delle trattenute
Netto dopo commissione e tasse
Lordo, maggiorazione per urgenza inclusa

Commissione della piattaforma
Tasse sul compenso
Equivalente a parola, lordo
Equivalente per 1000 parole, lordo
Ore, revisioni comprese
Quota di tempo nelle revisioni

Lo stesso compenso in altri modelli

Modello di pagamentoTariffa che dà lo stesso totale
Il calcolo compare appena inserisci i dati.

I tuoi numeri restano nel browser: lo strumento calcola in locale e non invia nulla da nessuna parte.

Come si calcola il compenso

Prima viene la base: la tariffa si moltiplica per la lunghezza, per le ore, oppure si prende come forfait. Poi si aggiunge la maggiorazione per urgenza — vale su tutta la base, perché una scadenza compressa costa in proporzione, non una cifra fissa in più. Dopo si sottrae dal lordo la commissione della piattaforma, e le tasse si calcolano su ciò che resta dopo la commissione: è l’ordine in cui il denaro si muove davvero. L’ultimo passaggio è il più importante. Il netto si divide non per le ore che hai preventivato, ma per tutte le ore comprese le revisioni: il numero di giri moltiplicato per il tempo che un giro richiede. Per questo due articoli allo stesso prezzo danno tariffe orarie diverse quando un cliente chiede due riscritture e l’altro nessuna. Il prezzo si costruisce sulle parole, perché è l’unità in cui ragionano i committenti: a parola e per 1000 parole sono la stessa tariffa a mille di distanza. Se il brief indica la lunghezza in caratteri spazi inclusi, cambia unità e lo strumento converte attraverso la lunghezza media di una parola in prosa, circa 6,5 caratteri compreso lo spazio. È una media, non una costante: nei testi tecnici le parole sono più lunghe, nei dialoghi più corte.

Quanto costa un articolo nel 2026

Le etichette sotto il campo della tariffa non sono un listino. Sono fasce ampie osservate su piattaforme e presso clienti diretti, su tre livelli di esperienza, e la dispersione dentro ogni livello è abbastanza larga da lasciare la tua nicchia in qualsiasi punto. Il mercato dell’Europa occidentale conta a parola. Intorno a 0,05 € a parola è il livello che si raggiunge senza portfolio, circa 0,12 € è il centro che fa vivere, e da 0,30 € in su si paga competenza di settore più che grammatica pulita: le stesse fasce per 1000 parole fanno circa 50 €, 120 € e 300 €. A ora lo schema si ripete: sui 25 € all’inizio, 55 € nel mezzo, 110 € per uno specialista. Prendi tutto come ordini di grandezza. Le tariffe si muovono con la nicchia, la dimensione del cliente e la ricerca che un testo richiede, e un’azienda di software e un’associazione non pagheranno la stessa cifra per lo stesso numero di parole. Il modello orario è quasi sempre migliore all’inizio, perché sposta sul cliente il rischio delle revisioni infinite. Il forfait si adatta a chi conosce già la propria velocità: se non hai mai misurato quante ore divora un articolo, un prezzo chiuso è un prezzo fissato alla cieca. Confronta l’ora effettiva, non la cifra del contratto. Un incarico da 450 € con quattro giri di revisione perde spesso contro uno da 300 € senza nessuno.

Che cosa il calcolatore non fa

Non converte valute. Il menu della valuta mette solo un simbolo accanto al numero: un tasso di cambio significherebbe una richiesta verso l’esterno, e questo strumento di proposito non carica nulla e non salva nulla. Non conosce la tua situazione fiscale. Il campo «tasse» è semplicemente una percentuale che scrivi tu; la cifra cambia tra regime forfettario e ordinario, tra IRPEF e contributi previdenziali, e per i redditi da clienti esteri: quale si applica te lo può dire solo un commercialista. Non giudica la qualità del tuo testo e non può dire se un cliente accetterà il tuo prezzo. Questa è l’aritmetica del tuo accordo, non una previsione della trattativa. E non conta il tempo speso a cercare lavoro, scrivere e-mail e rincorrere fatture. Se vuoi anche quello nel quadro, aggiungi quelle ore al campo «ore di scrittura» e guarda scendere la tariffa effettiva.

Domande frequenti